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urbanistica_partecipata_lo-spazio-pubblico_Il sistema_bigger.
Non basta mettere come primo punto del programma quinquennale della neo amministrazione Ciotti la partecipazione e la trasparenza, per poi decidere a stanze chiuse.
Bisogna rispettare le volontà cittadine già espresse ed approvate da tutte le istituzioni territoriali.
Per la realizzazione del progetto “Centro commerciale Ghigi – Conad (ex Pastificio)” bisogna rispettare le norme attuative del Piano Regolatore Generale, il progetto approvato e le normative in materia di riqualificazione urbana.
Il capannone fieristico non ha alcuna protezione acustica, l’areazione sufficiente e la comodità per le soste prolungate degli anziani e dei bambini. È un rimedio che lascia molto a desiderare e non è una soluzione definitiva alla mancanza di una sala capiente e polivalente a Morciano.
La sala polivalente (auditorium), il restauro della biblioteca comunale o la costruzione di una nuova, erano e rimangono gli unici obbiettivi/vantaggi per i cittadini interessati che per cinque lunghi mesi con passione hanno partecipato al percorso urbanistico “Morciano 2030”. Questi due progetti sono stati approvati dal Consiglio comunale di Morciano nell’applicazione dell’articolo 1 bis della legge regionale n. 19 del 1998 “Norme in materia di riqualificazione urbana”. “La Regione favorisce le iniziative che a livello locale promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione degli obiettivi della riqualificazione urbana attraverso l’istituzione di processi partecipativi o di laboratori di urbanistica partecipata e incentiva il ricorso da parte dei Comuni a procedure concorsuali che consentano la scelta del progetto che meglio corrisponde agli obiettivi di qualità attesi.”.
Inoltre, sono stati approvati e finanziati ben 805.000,00 euro dalla Provincia e dalla Regione per essere parte integrante dell’accordo firmato tra gli enti territoriali e la proprietà dell’ex Pastificio Ghigi.
Sono diritti acquisiti dai cittadini di Morciano e non possono essere messi in discussione.
Cittadini che dovranno sopportare notevoli disagi per la costruzione del centro commerciale Ghigi nel cuore di Morciano. É essenziale che siano realizzate, altrimenti non avrebbe avuto alcun senso parlare del “Programma della Riqualificazione Urbana”.
Nel Consiglio comunale del 4 ottobre 2016, a sorpresa, viene presentata dai consiglieri del gruppo consiliare “Amo Morciano” della minoranza centro-destra Matteo Staccoli e Filippo Gennari, una mozione che chiede la rinuncia alla costruzione dell’Auditorium al primo piano del PRU Ghigi. Il consigliere Gennari e l’ex sindaco Battazza argomentano che si potrebbe riscuotere il costo della costruzione dalla società Rinnovamento Ghigi, ed utilizzarlo per abbellire la sala 2 del padiglione fieristico e la costruzione di un parcheggio nelle sue vicinanze. Nei fatti, la sala 2 consiste in un capannone industriale senza alcuna protezione acustica e senza nessun lotto libero nelle vicinanze a fare da parcheggio. Alla fine la mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale rappresentato dai dieci consiglieri presenti alla seduta, con solo tre di essi assenti. La costruzione della sala polivalente già arredata (Auditorium) a totale carico del Rinnovamento Ghigi nelle vicinanze della biblioteca comunale per creare un polo di attrazione culturale nel centro del paese era la richiesta della maggioranza dei partecipanti alle assemblee, del gruppo degli esperti e, infine, la bandiera dell’amministrazione Battazza da sventolare in ogni occasione d’incontro con i morcianesi.
All’epoca la giunta era indagata per la facenda delle sponsorizzazioni del Rinnovamento Ghigi. Inoltre, il sindaco Claudio Battazza era convocato per il 23 febbraio 2017 alla seduta preliminare del processo riguardante il raddoppio del capannone fieristico a costo zero; processo che avrà luogo nel tribunale di Rimini alle ore 10:30 del 29 novembre prossimo. In queste condizioni psicologiche la maggioranza, approvando quella mozione, ha rinunciato ad un bene comune per tutti gli abitanti probabilmente, immaginando che lo sviluppo delle procedure giudiziarie in corso dipendesse dagli esponenti delle minoranze.
In meno di dieci minuti di discussione, con il voto senza alcuna consultazione con gli elettori, hanno vanificato lo sforzo di decine di cittadini attivi che per più di cinque mesi, derisi dagli esponenti del Centro Destra morcianese, da ottobre 2010 a febbraio 2011 avevano partecipato con passione alle assemblee e passeggiate guidate dall’equipe degli urbanisti capeggiati dall’architetto bolognese Giovanni Ginocchini. Operazione che per altro è costata 25.000 euro alla Regione Emilia Romagna in aggiunta ai 780.000 euro spesi per il parcheggio sotterraneo della Piazza Ghigi. La rinuncia ad un bene durevole per la comunità invece di denaro per un ente come il Comune è una decisione che contrasta la legge regionale in materia di Riqualificazione Urbana ed è stato puntualmente contestata dalla Provincia e dalla Regione.
Non era la prima volta che il Consiglio comunale di Morciano votava ad unanimità progetti e deliberazioni che non rispettavano le leggi. Pochi mesi prima avevano approvato una terza torre – oltre alle due di Ghigi – alta 23 metri tra le due Piazze Ghigi e Risorgimento ed un’ enorme costruzione sulla riva del torrente Conca, regolarmente bocciate entrambe.
Anche questo importante esempio, che ha coinvolto non pochi morcianesi per ben sette anni (2010 – 2017) e ancora senza alcun epilogo, dimostra i limiti dei consiglieri Comunali e l’inadeguatezza della nostra democrazia puramente rappresentativa.
Inoltre, evidenzia quanto possono essere d’aiuto per le scelte e per i progetti importanti che sono d’interesse pubblico, come i referendum consultivi e prepositivi. I rappresentanti eletti nelle istituzioni democratiche spesso dimenticano che: “La sovranità appartiene al popolo e gli eletti non possono avere più poteri degli elettori”. Non padroni della città, ma amministratori nel rispetto di tutte le leggi.
Hossein Fayaz Torshizi
Coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”. info@fayaz.it
Morciano di Romagna, 5 agosto 2017.

Immagine: Urbanistica partecipata, Morciano di Romagna, 2011, lo spazio pubblico, il sistema.

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